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LE NATURE SILENZIOSE DI SANDRA BATONI

Sandra Batoni ha scelto la pratica della pittura come fedeltà alla lezione, creativa ma severa, dei maestri del Novecento richiamandosi all’esperienza artistica di Emanuele Cavalli, di cui Sandra è stata prima allieva e poi assistente all’Accademia di Belle Arti di Firenze. La pittura della Batoni, intrisa della grande tradizione figurativa, è andata costruendo un mondo espressivo costituito da due temi principali: la figurazione e la natura morta, sullo sfondo di una atmosfera rarefatta di matrice tardo-decadente e ’crepuscolare’ su cui aleggia, quasi tangibile, il senso della solitudine e del silenzio. Accentuando deliberatamente l’interesse verso la ’Still-life’, – nella quale, per altro, l’elemento organico (la frutta)si pone quale unica testimonianza di natura naturans rispetto al contesto inorganico della natura naturata –, il dipingere di Sandra Batoni è attento a capovolgere il luogo comune che vuole sempre l’Io al centro di ogni attenzione e conoscenza, anzi che pone assolutamente l’Io come ’centro’ in funzione del quale acquista significato ogni altra realtà e ogni sua interpretazione. Nelle tavole di Sandra, invece, sono gli oggetti che assumono centralità; sono essi che vengono alla luce per come appaiono, senza intenti narratologici o celebrativi: ci sono, eccoli! Con tutta la loro presenza invadente e la loro materialità – che solo l’artifizio pittorico sublima rendendoli in effigie –, con il loro linguaggio muto e silenzioso, fatto per la pura contemplazione. La pittura diventa allora, post-modernamente, un ’rimettersi’ agli oggetti, un declinare verso la corporeità delle cose, per come esse si offrono ’gratuitamente’, come doni. Si tratta di oggetti d’uso comune: una tovaglia finemente ricamata su tavolo in legno, porcellane, brocche, bottiglie e bicchieri, e frutta. E ’ difficile persino cogliere un preciso punto di osservazione, lo scorcio da cui essi vengono guardati, giacché svanisce anche il contesto spaziale, ridotto all’essenziale rapporto figura-sfondo, senza interpolazioni o mediazioni dell’Io; e, quand’anche si mostrassero, vengono ridotte all’osso dall’equilibrio tonale della tavola. Sopra superfici sospese restano angoli di cose che si mostrano nella loro cruda apparenza e, nel contempo nella loro carica evocativa, entro un contesto cromatico che ieri l’artista raffreddava richiamando la luminosità dei grigi dei bianchi e dei celesti, e che oggi, invece, riscalda abbandonandosi alla forza energetica dei gialli e dei marroni (e dei loro flussi tonali), che equilibrano i bianchi e i blu.. Senza alcuna alterazione del tasso di silenziosa solitudine che pervade i dipinti, l’innalzamento dell’effetto di luce finisce per ’schiacciare’ le superfici e mantenere nella loro intatta distanza gli oggetti. Non ci resta che accoglierli così come sono e come si presentano nell’opera di Sandra Batoni.

Giuseppe Andreani
Firenze 27.3.1997

 

Credits: Studio V.Mirannalti